Altea Salami: la ragazza sognatrice che in farm ha ritrovato se stessa

Altea Salami: la ragazza sognatrice che in farm ha ritrovato se stessa

Oggi vi raccontiamo la storia di Altea, una ragazza che ha deciso di partire con noi per il progetto Farm Sicure e sta vivendo la sua esperienza nel vasto e bellissimo Outback australiano.

Tutto è partito dalla sua mamma che, molto attiva sui social, dall’Italia un giorno le dice: “I ragazzi di Just Australia ti offrirebbero il caffè e avrebbero piacere di fare due chiacchiere con te mentre sei a Melbourne”. Altea, dopo mesi di amaro long black, non ha saputo resistere a un buon espresso italiano ed è iniziata così la sua avventura in farm.

“Da brava figlia ho seguito il consiglio della mia mamma – racconta – e con non molta intraprendenza, googolizzo la posizione di Just Australia e vado a conoscere questo gruppo assortito di giovani italiani al nono piano di un palazzo retrò nel CBD. Il caffè era ottimo e tra una chiacchiera e l’altra mi risolvono la mia ansia da città facendosi in quattro per farmi rientrare nel progetto Farm Sicure nonostante le mie allergie (cani, gatti e acari). La città mi dava ansia ed ero pronta a tutto per dare una svolta alla mia vita. Abbraccio, così, l’opportunità investendo un po’ dei miei risparmi e parto alla volta del training. Fortuna vuole che quest’anno l’ho preso come una raccolta di esperienze, come uno stacco dalla mia quotidianità italiana, e come una opportunità di imparare. Imparare e provare qualsiasi cosa che mi vada di fare. Senza paura. Beh ovviamente seguendo le mie inclinazioni, rimango tuttora contraria all’incontro con uno squalo.”

Altea decide, quindi, di partire e da Melbourne vola con un biglietto di solo andata verso il Queensland dove trova ad aspettarla un minibus e una decina di sconosciuti. Arrivano in una Farm immersa nel verde in cui per 5 giorni Altea sarà messa alla prova, soprattutto da se stessa. “Letto a castello, stanza condivisa, facce rupestri e signore sorridenti. Una grande tavolata in una terrazza sul verde con anche una piscina, ma non mi faccio ingannare dall’amenità da agriturismo…e faccio bene.

Parte già dal primo giorno l’avventura, e da lì in poi supererò tante delle mie paure ed esaudirò un mio vecchio desiderio. Tra le paure, troviamo il guidare il quad e la moto da cross e il desiderio che ho realizzato è stato guidare un trattore e manovrare le rotoballe.

Ho fatto esperienza nella cura e monta dei cavalli, ho imparato a schienare una pecora (cosa più facile a dirsi che a farsi). Ho imparato a guidare un 4WD e ho utilizzato motoseghe, trivelle, fatto nodi con fil di ferro e distrutto recinzioni. Il tutto condito da storie di paura e terrore su avventurieri, backpacker, animali pericolosi che esistono solo in Australia e da una improponibile caduta in moto che ha comportato una ferita alla caviglia, lasciandomi per mesi il ricordo di questa esperienza. Mai in vita mia avrei pensato di conoscere bella gente, farmi insultare, farmi male, ma soprattutto riuscire. Riuscire a combattere le mie paure, ad imparare, a superare me stessa“.

Dopo una dura settimana di training, in cui ci sono stati momenti di rabbia, malinconia e gioia,  Altea ha trovato lavoro nella farm, secondo le esigenze da lei richieste: “Avevo espresso il desiderio di un lavoro da cuoca/governante perché volenterosa di imparare come gestire un certo numero di ospiti e ho da sempre un sogno nel cassetto che si chiama B&B. Beh mi avevano trovato più di un lavoro ma dal momento che nessuno mi vedeva come “ragazza da outback”, mi chiamavano scherzosamente Oodnadatta Girl, ho deciso di cogliere la sfida al balzo, e anziché scegliere la via semplice, vicino alla città e al mare, ho scelto il vero e proprio Never Never.

Sono qui, nel mezzo del nulla, in una cattle station da ormai due mesi. La posta arriva settimanalmente in aereo, il cibo ogni 15 giorni. E sì, sono la cuoca e domestica. Sono entrata a fare parte di una piccola comunità, fatta di Australiani, Namibiani, Aborigeni, stagisti Sudafricani e nuovi e vecchi backpackers. Bambini, teenager, giovani e vecchi, tutti insieme qui nel nulla. Spesso anche circondati da viaggiatori in sosta, dingo, vecchi amici che passano a trovarci e darci una mano, cammelli, ospiti, canguri e agenti che ogniqualvolta passano di qua portano un pacco di pane in cassetta. E io cucino, pulisco, lavo, stiro, spazzo, mi prendo cura di questo posto amenico e dimenticato dall’umanità. Ma soprattutto mi prendo cura delle persone che mi circondano, che sono ormai amici.

E se devo raccontarla tutta, sto così bene che ho appena accordato di tornare finiti i miei 88 giorni e dopo le ferie tornare per lavorare un altro mesetto. Sto bene qui. Ogni giorno è una nuova sfida. Il tempo scorre così in fretta che non me ne accorgo, sforno torte, biscotti (alcune delle ricette mi impegno a pubblicarle nella mia pagina fb), cotolette, chiamo la nonna per farmi passare le ricette, compro libri su Amazon con il Kindle di papà, chiamo la mamma per fare due chiacchiere come se fossi ancora a Bologna e imparo accenti di inglese tutti diversi mentre sono a tavola con la mia allegra compagnia.

Che si vuole di più? Per adesso proprio nulla! Quindi grazie a tutte le persone che mi sono vicine, grazie a me per esserci riuscita e sfornare ogni giorno nuove idee e passioni e grazie a Just Australia per aver reso tutto questo possibile!”

Se volete seguire Altea e le sue avventure andate sul suo blog Per Aspera ad Astra, un finestra sull’Outback australiano!

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