Michela Paoletti: in Australia e in farm ho riscoperto me stessa

Michela Paoletti: in Australia e in farm ho riscoperto me stessa

Oggi vi raccontiamo la storia di Michela, che è partita con noi per il progetto farm sicure e della sua Australia che è iniziata in un modo decisamente insolito, quasi da favola. Eh sì perché Michela ha avuto la fortuna di ricevere un’offerta di lavoro nella ristorazione mentre viveva in Inghilterra che l’ha portata a trasferirsi nel profondo Outback australiano, precisamente ad Uluru, il simbolo del paese e della cultura aborigena. 

Inizia così l’avventura di Michela in Australia, in una terra bruciata dal sole dove i turisti sono solo di passaggio e dove vivi a stretto contatto con i veri Aussie e la cultura aborigena. “Ancora incredula e confusa per quello che mi stava succedendo – racconta Michela – appena ricevuta la proposta di lavoro come receptionist in un resort ad Uluru, ho subito acquistato un biglietto aereo di sola andata, ho lasciato il mio lavoro, ho salutato gli amici in fretta e furia mi sono preparata per trasferirmi down under. L’Australia era il mio sogno da sempre e ho fatto di tutto per cercare un lavoro nel mio settore e ricevere l’occasione giusta, quella a cui non puoi dire di no. E così è stato, la scorsa estate ho lasciato la grigia Inghilterra per trasferirmi nel deserto rosso e non avevo idea di cosa aspettarmi.”

L’Uluru è  considerato un luogo mistico, dove gli aborigeni custodiscono la spiritualità di questa terra tanto vasta quanto varia, dove deserto, montagne e mare si incontrano insieme. “Ho vissuto e lavorato per sei mesi in un resort nel deserto australiano – continua – ed è, senza dubbio l’esperienza più forte e vera che abbia mai vissuto. Ho avuto il privilegio di comprendere questa terra fin da subito in un modo reale e spontaneo, entrando a contatto con le tribù più antiche e con le storie dei viaggiatori che soggiornavano ad Uluru.

Successivamente mi è stata offerto un lavoro a Melbourne, sempre nella ristorazione. Ed eccomi di nuovo pronta con la valigia in mano, ma questa volta triste di lasciare quegli amici meravigliosi che trovai nel caldo e remoto deserto australiano. Ma era tempo di andare avanti e di tornare nella civiltà, pur non sapendo cosa mi aspettasse. Devo dire che la mia vita è stata quasi sempre un grande trasloco: ho cambiato lavoro e città molto spesso, ma questa volta sentivo che era diverso.

Melbourne mi ha colpita fin da subito: i suoi colori, i quartieri così diversi tra loro, i suoi abitanti da tutto il mondo, la cordialità di ogni singolo individuo in cui mi sono imbattuta… Insomma, è stato amore a prima vista e non volevo perdere l’occasione di poter rinnovare il mio Working Holiday Visa. Per questo motivo mi sono affidata ai ragazzi di Just Australia per capire come funzionano gli 88 giorni di lavoro in farm e trovare una fattoria sicura che mi permettesse di lavorare, ma allo stesso tempo vivere un’avventura memorabile nella terra dei canguri.

Grazie alla professionalità e alla simpatia di Martina, mi sono fidata e sono partita con il loro progetto Farm Sicure che è iniziato con una settimana di training nello stato del Queensland”.

Anche per Michela è tempo di farm, è tempo di sperimentare il vero stile di vita alla Aussie, la vita all’aria aperta e la gestione di un vero e proprio ranch. È un lavoro impegnativo, un’esperienza diversa dal solito che l’ha riportata per la seconda volta nel suo amato Outback australiano: “Per la prima volta nella mia vita mi sono messa alla prova guidando trattori, moto e galoppando un cavallo. Chi lo avrebbe mai detto!? Una volta finito il periodo di formazione, mi sono spostata in un’altra zona del Queensland, circa 10 ore di distanza da Brisbane per lavorare in una cattle station, un ranch specializzato in allevamento di bovini gestito da un simpatico grazier, il proprietario dell’azienda.”

Ed è lì che Michela si ferma per tre mesi di duro lavoro, senza mai fermarsi, dall’alba al tramonto per terminare i suoi 88 giorni: “Mi sono reinventata – aggiunge – scoprendo lati di me stessa che non sospettavo di avere. Mi sono messa alla prova e mi sono divertita, ho conosciuto persone incredibili che mi hanno dato forza nei momenti di difficoltà e con cui a fine giornata osservavo il cielo stellato del Queensland.  Abbiamo lavorato sodo e la fatica è stata tanta, ma ho raggiunto il mio scopo: in tre mesi in una e una sola farm sono riuscita ad avere i documenti per rinnovare il mio visto e avere un altro anno per vivere in questo paese meraviglioso che mi ha fatto scoprire me stessa.

Sveglia all’alba e via a sudare sotto il sole cocente dell’Australia, a gestire bovini, spesso di natura selvaggia, creando recinti enormi e dotandoli tutti di un chip di riconoscimento. Ma con la tenacia e la forza di volontà, anche persone con scarsa forza fisica come me  possono affrontare e superare questo genere di ostacoli. Tutto sta nello spirito, bisogna avere lo spirito giusto, cosa che non ti viene da subito ma se entri nell’ottica dell‘avventura allora sì che cambia la tua prospettiva. I momenti difficili e di sconforto sono stati tanti, all’inizio questi energumeni dei farmer che non fanno altro che impartire ordini e urlare nemmeno li capivo ma devo dire che con il tempo ho scoperto che anche loro sono super buoni e simpatici. E poi c’era il tramonto, il tramonto in una zona rurale come quella in cui ho vissuto negli ultimi mesi non ha prezzo! E’ qualcosa di unico. Per non parlare dei canguri che non fanno altro che attraversare la strada mentre guidi e fare capolino alla finestra di casa.

L’emozione è stata tanta, ogni singolo giorno e posso dire che questa esperienza mi ha cambiata in meglio, mi ha fatto prendere una consapevolezza maggiore con me stessa, con la mia tenacia e voglia di fare. Inoltre, lavorando nella cattle station, ho avuto modo di conoscere tanti cittadini australiani e, giorno dopo giorno, domandando, parlando e discutendo con loro mi hanno aiutato non solo a migliorare la conoscenza della lingua ed arricchire il mio vocabolario ma a comprendere meglio questo paese.”

Ora eccomi di nuovo nella mia amata Melbourne, felice di essere tornata alle origini, felice di respirare di nuovo gli odori dai vari ristoranti per le vie del centro e di scambiarmi sguardi d’intesa con i passanti. Ma soprattutto felice di sentire il chiacchiericcio delle persone che nell’Outback non si sente mai!

Un anno dopo la partenza posso dire che sì, lo rifarei ad occhi chiusi. Sono disposta a combattere e darmi da fare per rimanere in Australia. Spero di trovare uno sponsor che mi permetta di crescere professionalmente e di crearmi un futuro down under perché grazie a questo paese che ho riscoperto me stessa. Grazie Australia!” Grazie Michela per aver condiviso con noi la tua storia, ti auguriamo buona fortuna e siamo contenti di aver partecipato, anche se indirettamente, in uno dei omento per te più significativi.

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