Mi dicevano: ti sentirai da sola. Mi dicevano: come farai senza pasta? Mi dicevano: e gli amici e la famiglia? Io vivo a Melbourne dall’altra parte del mondo da circa due anni e ho incontrato più persone qui che in tutta la mia vita. Ho mangiato quintali di pasta e gnocchi fatti in casa e la pizza più buona del mondo, o così dicono, in una pizzeria napoletana. Sono andata a feste in barca, ho iniziato yoga e mi sono approcciata alla vita vegetariana e salutista.
Come si dice, non sai mai cosa ti può succedere domani, bisogna solo aspettare e vivere. Soprattutto in Australia. Melbourne ha la comunità italiana più grande sul continente, non solo i working holiday che arrivano ogni anno ma i vecchi emigranti sono milioni. Se volete rivivere l’Italia basta andare in Lygon street, pizzerie e gelaterie non mancano e sopratutto sentirete parlare italiano! L’atmosfera può piacere o meno, ma non potete negare che non ci si sente a casa. Conosco molti ragazzi che non vogliono frequentare questi posti perché «troppo italiani». I ristoranti e le persone sono per la maggioranza italo-australiane e anche sulle paghe, piuttosto basse, ci facciamo riconoscere, l’italiano non cambia mai. Il bel Paese a Melbourne non è solo questo, ci sono interi quartieri popolati da nostri connazionali. Il cibo c’è, i supermercati anche, gli aperitivi e lo spritz presenti.
Basta per non farvi sentire lontani da casa? Non penso, o almeno per me non è abbastanza. La nostalgia c’è e non ci sono soluzioni. L’unica cosa che ho capito è che non sono i posti ma le persone che ci fanno sentire bene, felici. Circondatevi di persone speciali, allegre, positive. Abbattete le barriere che avete in testa, parlate con gli sconosciuti, osservate la diversità non additate il folle, ma imparatene i segreti. Le occasioni non mancano, dalla scuola al lavoro alle convivenze.

Non scoraggiatevi se i vostri coinquilini non puliscono casa, purtroppo non sono come noi, o per fortuna. Hanno una cultura diversa (così mi hanno detto), scoprite e scopritevi, ascoltate e capite e probabilmente l’unica soluzione sarà quella di prendere una donna delle pulizie o diventare voi stessi una colf. Se non volete trasferirvi a vita almeno viaggiate per fare un’esperienza di vita, per cambiare vita e non ascoltate chi vi dice che l’anno sabbatico è una perdita di tempo, ho imparato più durante il mio working holiday che in 3 anni di università.
Ci sono persone integrate perfettamente e altre che non lo faranno mai, ognuno ha i suoi motivi ma da ‘veterana’ e dai miei errori passati vi consiglio di cercare di aprire gli occhi e guardare diversamente la realtà. Assaggiate la vegemite (una volta può bastare), la carne di canguro, le pie e insegnate ai vostri amici come si fa la pasta, alla fine vedrete riuscirete anche a farli parlare italiano. Vi renderete conto di avere amici da ogni parte del mondo e finalmente di non avere più pregiudizi bigotti e trasmessi dalla nostra bella società italiana.
Fate surf all’alba (attenti agli squali), fate un viaggio on the road per questo magnifico paese, piangete ogni tanto perché vi manca casa, innamoratevi anche se non parlate la stessa lingua e fate qualcosa che non avete mai fatto prima. Forse tornerete a casa o forse comincerete a sentirvi un po’ più cittadino del mondo ma non ve ne pentirete ve lo assicuro.
© Celeste Gullace
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