Sentire di persone che decidono di lasciare il comfort e la serenità di un lavoro stabile, una relazione felice e una vita indipendente per partire e ricostruire tutto da zero oltreoceano fa sempre riflettere. Suscita senso di ammirazione per il rischio che queste persone si stanno prendendo, resettando tutta la loro vita, con il rischio di ottenere meno di quello che avevano in partenza. Fa riflettere sulla fiducia e la positività che ti può condurre a una scelta di questo tipo e, all’opposto, fa emergere quanto certe limitazioni, frutto delle proprie paure, siano per lo più nella nostra testa.

Stefano Bonato ha 32 anni e qualche anno fa ha deciso di lasciare un lavoro a tempo indeterminato in Valcucine, per tentare la fortuna in Australia. Ora lavora come Cabinet Maker per un’azienda di Melbourne, con cui ha ottenuto uno sponsor di quattro anni.
“La decisione di venire in Australia e’ nata piano piano – inizia Stefano – Ho sempre pensato di volermene andare dall’Italia un giorno, ma non era chiaro dove sarei voluto andare. Poi due dei miei fratelli (sono il primo di 5 fratelli) hanno deciso di intraprendere l’avventura e partire per Sydney nell’ottobre del 2011. Loro erano molto più giovani di me, single e non avevano nulla da perdere. Io invece in Italia avevo un buon lavoro a tempo indeterminato, una nuova ragazza e un appartamento in affitto. La mia voglia di partire , già forte, con la partenza dei miei fratelli ed i loro racconti riguardanti l’Australia, è cresciuta fino a diventare qualcosa di molto più tangibile. Così qualche tempo dopo chiesi alla mia ragazza se le andava di partire con me e la sua risposta iniziale fu NO, ma dopo poche settimane durante le quali abbiamo affrontato l’argomento più volte, ha cambiato idea e verso Ottobre 2012 abbiamo iniziato ad organizzare quella che sarebbe stata la nostra partenza, avvenuta poi nell’Agosto 2013”.
Arrivato da un piccolo paese del Friuli alla fine dell’estate del 2013, mentre Melbourne si preparava all’inizio della primavera, Stefano ricorda di essere rimasto impressionato dai suoi grattacieli e dalle strade sempre affollate. Il suo ingresso nel mondo del lavoro australiano è stato facilitato dall’azienda per cui stava lavorando in Italia: “L’azienda per cui lavoravo in Italia, Valcucine spa, aveva da poco acquisito un nuovo cliente a Melbourne e sapendo della mia decisione di partire per l’Australia mi ha proposto di partecipare all’installazione delle loro cucine nella sala mostra del negozio del nuovo cliente. Quale migliore occasione per iniziare? – ricorda Stefano – Il lavoro nella sala mostra e’ durato solo una settimana, ma mi ha permesso di aggiungere un’esperienza australiana nel mio CV e da lì non è stato molto difficile trovare lavoro come cabinet maker in una fabbrica a nord di Melbourne. Il mio inglese all’epoca era a dir poco basico, ma la lunga esperienza che avevo maturato in Italia mi ha reso tutto molto più facile. Soprattutto perché, nel settore del mobile, l’Australia è ancora parecchio indietro rispetto all’Italia, quindi partivo con una marcia in più rispetto ai miei colleghi locali”.

Attualmente Stefano lavora come Cabinet Maker in un’azienda specializzata nel settore del legno, occupandosi dell’utilizzo delle macchine a controllo numerico e delle rifiniture finali dei mobili. “In Italia avevo un lavoro invidiabile – racconta Stefano – soprattutto per la fama dell’azienda per cui lavoravo e per il fatto che il mio contratto era a tempo indeterminato. Probabilmente sarei finito per rimanere a lavorare nello stesso posto fino alla fine della mia carriera. Del resto in Italia non è così che funziona? Per quanto riguarda le opportunità credo che l’Australia ne offra molte di più, soprattutto perché la sua economia funziona bene e il mercato del lavoro e’ molto dinamico. Qui si è più liberi di cambiare se non ci si trova bene o se si ha voglia di intraprendere strade diverse. In Italia sarei stato costretto a farmi andare bene ciò che avevo anche se non mi avesse soddisfatto al 100%, per il semplice fatto che cambiare significa nella maggior parte dei casi rinunciare ad un contratto a tempo indeterminato e trovarsi in una situazione precaria”.
Dopo due anni sotto Working Holiday Visa e uno sotto Student Visa, Stefano ora è sotto Sponsor e ha come obiettivo quello di ottenere il Permanent per poi ottenere la doppia cittadinanza.
“A chi deve ancora partire consiglio sempre di non fare come ho fatto io, ovvero di studiare l’inglese prima di arrivare in Australia e di partire con un po di soldi in tasca. Saper comunicare e avere una buona base economica ti permette di non doverti accontentare del primo lavoro che trovi, magari anche sottopagato – suggerisce Stefano – Consiglio inoltre, se si arriva con un working holiday, di fare subito le farm. Sono un ottimo modo di guadagnare, viaggiare e iniziare a comunicare in una lingua diversa dalla nostra, e inoltre permettono di conoscere tanta nuova gente”.
Stefano ha scommesso molto e con impegno, tempo e dedizione ha vinto la sua scommessa. Al Di Là dei traguardi raggiunti, la vittoria sta anche negli insegnamenti e nella maturità che un’esperienza del genere di obbliga a raggiungere in fretta: “ Ho imparato che e’ meglio essere umili e disposti a partire da zero – conclude Stefano – Ho imparato che se dimostri di aver voglia di imparare e di fare vieni ripagato prima o poi. Ho imparato a non arrendermi perché anche quando le cose sembrano non andare per il verso giusto, un attimo dopo può arrivare l’occasione che cambia le carte in tavola”.





