Torinese di nascita e classe ‘81 – anche se sostiene con convinzione di aver appena compiuto 23 anni – Simone vive e viaggia l’Australia da più di tre anni, grazie al suo lavoro come videographer.

“Sono approdato alla facoltà di scienze geologiche, dove ho passato 7 anni a giocare a briscola nel seminterrato insieme ai miei compagni di disavventure accademiche – inizia a raccontare Simone – ormai capito che il mio futuro non risiedeva né nel tingere e neppure nelle montagne, a cui sono legato per via della passione per l’arrampicata, ho deciso di intraprendere un corso di ripresa e montaggio video e così ho cominciato la mia carriera come videographer, lavoro che amo”.
Inizia così il lungo percorso di Simone, su una strada che lo ha portato in giro per il mondo tra produzioni televisive, quali la formula uno per sky, video per grosse aziende italiane ed estere, documentari in Africa e svariati clienti italiani operanti in vari settori, dal fitness allo short movie.
“Decido di andarmene dall’Italia ed approdare a Melbourne – continua Simone – un po’ perché l’Australia è sempre stata un mio sogno da bambino, per via dell’immaginario della natura selvaggia, un po’ perché se dovevo andarmene… beh… facciamolo il più lontano possibile”.

Sedicimila km da casa sono tanti, ma Simone racconta di aver ricevuto una buona spinta dalla situazione lavorativa italiana, con le plurime delusioni e gli eterni ritardi nei pagamenti da parte di chi commissionava i lavori.
“Appena arrivato mi sono reinventato come bartender, giardiniere, rispolverato le mie doti da cameriere, ricominciando da zero nel mio settore, creando e allargando man mano il mio network professionale – racconta Simone – Attualmente ho il mio business e arrotondo facendo il cameriere in un ristorante in st Kilda dove ho avuto la fortuna di trovare una nuova famiglia, che mi fa sentire un po’ a casa”.
Simone ci racconta tutto questo prima di partire per la rilassata Byron bay dove si sta recando per filmare un matrimonio. Infatti, il suo business attuale si compone di matrimoni, commercial, corporate e fashion video.
Con grande spirito imprenditoriale e tanto impegno Simone ha deciso di aprire un’attività in proprio, lavorando come free-lance. La scelta è stata dovuta alle difficoltà di inserimento in questo tipo di settore, dovute alle restrizioni imposte dal visto: grazie al suo carattere spigliato e dinamico e ai contatti creati negli anni, è riuscito a ritagliarsi una buona nicchia di mercato per poter seguire la sua passione.
“Sono videographer a 360 gradi, quindi mi occupo di fare video a qualsiasi livello – prosegue Simone – dall’ideazione alla finalizzazione, potendo ricoprire ogni ruolo, dalla pre alla post produzione”.
La sua scelta di andarsene dall’Italia è rintracciabile nel malcontento generale di buona parte dei giovani del Bel Paese, dovuto alle scarse condizioni lavorative e alla mancanza di rispetto, soprattutto verso professionisti autonomi.
“Il mio obiettivo futuro ovviamente è l’oscar alla regia o alla fotografia di un film”. Scherza così Simone, che in realtà ha fin da piccolo il sogno di lavorare per il National Geographic.
“Come consiglio personale posso solo dire SPOSATI UN’AUSTRALIANA – continua a scherzare Simone – Seriamente, never give up! L’Australia è il paese dove la tua vita può svoltare andando a prendere un caffè (o un soy lacce, se preferisci) perché a quel bar puoi incontrare la persona che ti darà l’anima per aiutarti. Ma bisogna lavorare sodo per far vedere di che pasta si è fatti, altrimenti le mazzate che si subiscono dopo saranno molto dure. E un paese molto generoso, ma non regala nulla”.
La vita all’estero ha aiutato Simone a conoscersi meglio: abbiamo davanti un uomo deciso, che si è dovuto rimboccare le maniche per lavorare sodo. Un uomo che allo stesso tempo ha imparato a dare ancora più valore ai suoi cari e alle sue amicizie a casa, ovvero ciò che lo legherà per sempre all’Italia.




