Ogni tanto, nei momenti down o più stressanti, mi tormenta ancora. Vivendo in una società, che ci ha inculcato che abbiamo una deadline per i sogni da realizzare, che alcune esperienze vanno fatte solo a certe età e che i modi per raggiungere la realizzazione di noi stessi sono schematici, uguali per tutti e che il tempo è denaro, ci troviamo spesso di fronte ad una cosa che accomuna tutti: la paura. La paura di perdere tempo, la paura di giocare le carte che la vita ci ha dato nel luogo sbagliato, la paura di non riuscire, la paura di deludere le nostre aspettative rischiando troppo.
“Anna forse penso troppo, dovrei agire e basta. Prendere quell’aereo e partire…senza troppi pensieri. Sai ti stimo, vorrei anche io avere la tua determinazione”. Aprii gli occhi quella mattina di autunno a Melbourne e lessi questo messaggio che arrivava dall’Italia. Sorrisi. Perchè quando lasci la tua città e le tue abitudini, le tue certezze, per fare un tuffo nel buio dall’altra parte del mondo, poi diventa normale farlo, ma ti ricordi benissimo quanto non lo fosse prima, non l’hai dimenticato.
Ecco forse perchè, quando il tuo lavoro è fare assistenza ai ragazzi come te che si mettono in gioco e arrivano in Australia, è semplicissimo comprendere le paure, i disagi di chi c’è dall’altra parte, perchè ci sei passata prima tu. Ma sapete una cosa, cari ragazzi dall’altra parte del mondo? La tenacia, la determinazione che vedete in gente che è qui da tempo, che combatte per portare a termine un progetto o per migliorarsi, non è tenacia di gente priva di timori, di momenti down, di incertezze. La paura non passa mai completamente, non saremo mai del tutto privi di quella vocina interiore che ti dice “e se non ce la faccio? E se qualcosa va storto? E se non è la mia strada?” Solo che qui, quella vocina, impari a combatterla.
La sfidi, e trovi il carburante giusto per correre tutti i giorni, lo trovi entusiasmandoti, guardando tutto ciò che ti circonda di nuovo e di vivace, lo trovi quando ti confronti con il tuo amico brasiliano e lui ti racconta delle sue mille avventure intorno al mondo, lo trovi quando ti scontri con una nuova passione e ti ritrovi a fare yoga con un maestro che ha la bellezza di 67 anni e sembra averne 49.
Trovi carburante per andare a 100 chilometri all’ora e non importa se sei uno di quelli che ancora non sa dove sta andando, che ha le idee confuse, che attraversa un momento di crisi. Siamo in grado di capire noi stessi solo ed esclusivamente quando siamo in movimento, quando stiamo osando. Non puoi sciogliere un nodo se rimani lì a guardarlo pensando alle mille opzioni che avresti per scioglierlo e alle possibilità di riuscita: bisogna provare!
Io ho sciolto il mio primo nodo, credendo fosse l’ostacolo maggiore, per poi comprendere che quando scegli di navigare in mezzo ai mari a vele spiegate, quel nodo è solo uno svezzamento e così che ho imparato ad affrontare le tempeste, ad accettare e godermi la quiete, a scorgere le nuove terre con le nuove opportunità, a capire quali cogliere e quali no, a fermarmi in qualche porto che ho sentito come casa mia per un po’, per poi ricominciare. Sono proprio io, quella a cui hai scritto il messaggio e in questa fase della mia vita ho scelto di navigare in mezzo ai mari… e tu?
© Anna Mancino
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