Gaia Pichetti, originaria della provincia di Ravenna, ha 22 anni e in Australia è già manager di una gelateria. Il suo segreto? Impegno, ottimismo e tanta determinazione, oltre che la voglia e di rimettersi in gioco, imparare perfettamente l’inglese e specializzarsi in un mondo a lei completamente nuovo come quello del gelato. Ora sogna di aprire la sua attività imprenditoriale.
Perché hai deciso di venire in Australia?
E’ stata una fuga improvvisata e apparentemente immotivata la mia, volevo lasciarmi alle spalle quello che avevo fatto fino ad allora e intraprendere un viaggio da sola, con me stessa. Col tempo ho capito che questa esperienza mi sarebbe servita per testare i miei limiti, conoscermi a pieno e capire quale fosse la direzione che volevo dare alla mia vita e gli obiettivi ai quali puntare. I miei genitori mi avevano sempre invitata a lavorare con tenacia e a continuare gli studi, ma ho dovuto sbattere la testa da sola per capire che quanto mi dicevano era importante. Durante il mio viaggio mi sono trovata improvvisamente a corto di soldi e da lì ho capito che avrei dovuto lavorare sodo per potermi permettere quello che volevo, più tardi poi mi sono appassionata al lavoro che svolgo e ho capito che ricominciare a studiare mi avrebbe aperto nuove porte. Quindi non mi pento assolutamente di essere partita allo sbaraglio e di aver messo in discussione la mia vita in Italia, sono arrivata a delle consapevolezze che altrimenti non avrei mai raggiunto e ne sono orgogliosa.
Quanto tempo fa sei arrivata in Australia e cosa hai fatto da allora?
Sono arrivata in Australia due anni e mezzo fa, non sapendo una parola d’inglese. A Melbourne sono stata ospitata in casa da degli amici italiani per il primo periodo, nel quale ho lavorato come runner (raccoglievo i bicchieri tra i tavoli) in un bar per $13 l’ora, poi mi sono spostata in ostello dove ho passato due mesi fantastici, in compagnia di persone di diversa provenienza e cultura ed è qui che ho imparato la lingua e mi sono sentita libera di cercare un lavoro migliore. Per 5 mesi ho lavorato come cameriera e ho capito che quel tipo di lavoro non mi soddisfaceva più, volevo cercare un mestiere che m’insegnasse qualcosa di nuovo ed è così che mi son messa in gioco da Pidapipò, la migliore gelateria artigianale di Melbourne nella quale tuttora mi trovo. Pur non sapendo nulla di quanto concerne il gelato e il mondo della pasticceria sono passata dal servire i clienti come commessa a diventare manager nel giro di un solo anno, grazie al mio duro lavoro ma anche alla fiducia che ha sempre riposto in me la mia boss, Lisa Valmorbida, che ringrazio di cuore.

Allo scadere del primo anno di Working Holiday Visa sono partita per le farm per poter eventualmente richiedere per il secondo anno di visto, ho portato a termine i miei 88 giorni di woofing, accolta e coccolata da quella che è diventata per me una seconda famiglia (Gemma e Stefano), sono stati 3 mesi intensi ma bellissimi che ricorderò sempre con piacere. Dopodiché sono tornata in Italia a fare visita alla mia famiglia finché la mia boss non mi ha ricontattata chiedendomi di tornare a Melbourne, è stata una delle più grandi soddisfazioni di sempre… ed eccomi qui!
Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
Spero di potermi guadagnare il permanent visa, per poi rimanere e aprire il mio piccolo business.
Qual è secondo te il segreto per farcela in Australia?
Semplice: positivitá, forza di volontá e gentilezza!
Cosa ti piace dell’Australia e in generale della vita australiana?
Non posso negare che nel mio caso lo stipendio gratifichi e che il fatto quindi che lavoro e divertimento siano sempre ben bilanciati mi piace. La meritocrazia è un’altra di quelle cose che apprezzo moltissimo ed infine la positività e la spensieratezza che caratterizza gli australiani mi fa sentire a mio agio.
Cosa hai imparato durante questa esperienza così lontano da casa?
Ho imparato ad essere indipendente che credo che sia la cosa più importante di tutte, a confrontarmi col diverso e con altre culture lontane dalla mia, il che mi ha permesso di aprire la mente. Un’altra cosa che ho imparato qui è che essere rispettosi e gentili ripaga sempre e che troverai sempre qualcuno disposto ad aiutarti per questo.
Ultima cosa ma non meno importante che ho realizzato è che lo studio ti apre nuove possibilitá, è come un trampolino di lancio.
E cosa invece ti manca dell’Italia…
Come tutte le persone lontane da casa sento la mancanza della mia famiglia, soprattutto dei pranzi della domenica e come seconda cosa della mia amata piadina.








