Alessandro Miccichè: insegnante di latino e permanent resident in Australia

Alessandro Miccichè: insegnante di latino e permanent resident in Australia

Ventinove anni, di Monza, una laurea magistrale in Lettere Moderne conseguita all’Università Statale di Milano nel 2012, Alessandro Miccichè vive a Melbourne come permanent resident grazie al suo lavoro come insegnante di latino.

L’Australia per Alessandro non è stata un sogno nel cassetto finalmente realizzato, quanto il risultato di una valutazione relativa al suo futuro. “La decisione di partire per l’Australia è arrivata dopo un lungo periodo di ripensamenti e indecisioni – inizia a raccontare Alessandro – Già da quando frequentavo l’università avevo deciso di fare un’esperienza all’estero, e la prima scelta era ricaduta sulla Finlandia, nell’ambito del progetto Erasmus. Purtroppo però la mia candidatura non ebbe fortuna, e quindi decisi che alla fine del mio percorso di studi sarei partito in maniera indipendente. Il mio obiettivo primario era a questo punto il Canada, anche se l’Australia si trovava al secondo posto”.

Grazie ai consigli di amici che avevano già scelto questa strada, Alessandro ha finalmente deciso di fare il suo biglietto per Melbourne. “Sono arrivato il 29 giugno del 2012, un giorno che ricorderò per sempre. Piovigginava e la mia amica mi venne a prendere a Southern Cross per accompagnarmi alla casa che avrei condiviso col suo ragazzo, a Footscray – continua il racconto di Alessandro – L’impatto con l’Australia fu abbastanza straniante: mi ritrovai catapultato in un quartiere abitato in prevalenza da vietnamiti ed indiani, ben lontano dall’immagine che avevo in mente di una metropoli australiana! Ricordo però che, non appena visitai il centro, mi colpì soprattutto l’abbondante presenza di parchi e di aree verdi, cosa che per un abitante della bassa Brianza come me è abbastanza rara da vedere! E naturalmente, l’assenza di traffico selvaggio”.

Come tanti Alessandro non è partito con un piano definito in mente, ma con il desiderio di mettersi alla prova, acquisire consapevolezza e valutare le prospettive offerte dall’Australia. Partendo da zero, all’inizio si è dovuto adattare a fare i lavori più disparati: dal venditore di biglietti per il paintball, all’impiegato di una ditta di pulizie, al magazziniere, al lavoro in farm. Finché dedicandosi part-time a dare ripetizioni di latino non ha scoperto una nuova passione, che ha deciso di far diventare un lavoro a tempo pieno, iscrivendosi all’università per ottenere la qualifica per l’insegnamento.

“Al momento faccio l’insegnante di latino in due diversi istituti secondari, e devo dire che in questo campo c’è molto lavoro – continua a raccontare Alessandro – Le scuole che offrono agli studenti di studiare questa lingua sono poche, e gli insegnanti disponibili ancora meno! La cosa che più mi piace è il trasmettere la passione per questa lingua che io amo ai giovani australiani, che spesso sono molto ricettivi ed incuriositi, e non lo vedono come una perdita di tempo”. Alessandro riconosce che probabilmente non sarebbe stato in grado di svolgere questa stessa professione in Italia, nonostante questo la sua grinta accompagnata da un estrema positività lo avrebbero condotto a realizzarsi in qualche altro settore.

D’altra parte la passione per l’insegnamento è stata una scoperta a cui è arrivato per tentativi e la sua propensione alla ricerca di nuovi stimoli e avventure potrebbero portarlo a fissarsi obiettivi completamente distanti dalla sua attuale carriera..magari in Italia.

Per ora questa è stata un’esperienza rivoluzionaria che lo ha arricchito di forza e consapevolezze “..i limiti che ci poniamo sono spesso solo nella nostra testa. L’Australia mi ha insegnato soprattutto tanto su me stesso. L’attitudine al sacrificio e al duro lavoro, la perseveranza, la determinazione…queste sono tutte qualità che non pensavo di possedere a livelli così profondi e che ho riscoperto in questo Paese. E ho imparato quanto si possa avere in comune con chi è nato a migliaia di chilometri di distanza da te, da chi parla una lingua totalmente diversa, da chi viene da Paesi che non sapresti nemmeno dove cercare sul mappamondo…e che come te sta cercando di vivere la sua vita in un paese così isolato e distante come l’Australia”.

Nonostante l’esperienza magica, nulla può eclissare la magia della propria terra d’origine “ [dell’Italia mi mancano] la famiglia innanzitutto, il fatto che da anni non possa essere presente al compleanno dei miei genitori e dei miei fratelli, l’organizzare le cene a casa con gli amici, le nostre belle città piene di musei ed edifici storici, la facilità’ con cui si possono visitare posti diversissimi tra loro a poche ore di macchina di distanza e…. il fare colazione al bar con cappuccino e brioche senza pagare un occhio della testa!”.

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