Oggi vi raccontiamo la storia di Alex e Sara che vivono ormai da 6 anni a Melbourne e per loro l’Australia è stata amore a prima vista. Con lo sguardo commosso e pieno d’emozione Alex ci parla di quel lontano giorno del 1998 quando all’età di otto anni visitò per la prima volta l’Australia e si recò a Melbourne con la sua famiglia e da lì tutto iniziò.
“Da quel giorno ne rimasi innamorato e non me la tolsi mai più dalla testa. All’età di 19 anni il mio sogno era quello di partire – continua – perché io in Australia ci volevo tornare a tutti i costi. Sara, la mia compagna, la mia migliore amica e la mia complice in tutto e per tutto decise di seguirmi e quello fu il regalo più bello della mia vita. Ero pronto a partire con destinazione la terra dei miei sogni in compagnia della mia ragazza con una valigia carica di progetti. Il volo fu lunghissimo, interminabile e quando dal finestrino vedemmo l’alba sorgere su una distesa di deserto rosso, capimmo di essere arrivata in Australia. Terra in cui la protagonista è la natura con la sua sabbia rossa e i suoi animali che si trovano solo in Oceania. Oceania, esatto, un nuovo continente, il continente più lontano, un luogo in cui anche la luce del sole è diversa.

Appena atterrati ci precipitammo fuori dall’Aeroporto di Melbourne e ad accoglierci c’erano lontani parenti di mio nonno che ci hanno ospitato per i primi due mesi, un grossissimo vantaggio e una bellissima esperienza. Siamo entrati da subito in contatto con la vita familiare e quotidiana australiana, meglio ancora degli italo-australiani che a Melbourne sono considerati degli eroi e precursori della ristorazione.
Il primo mese è stato più che altro una vacanza e ci siamo presi del tempo per ambientarci, per vivere questo continente e cercare di comprenderlo appieno. Abbiamo esplorato Melbourne e il Victoria in lungo e in largo, non eravamo nemmeno ventenni ed eravamo impavidi, ci siamo buttati alla scoperta e a vivere al massimo ogni singolo giorno. Le passeggiate sul lungo mare di St Kilda, le risate nei parchi di Carlton o Fitzroy e i mercati dal sapore mediorientale che ci hanno fatto perdere la testa.
Il secondo mese ha bussato alla nostra porta ed era tempo di rimboccarsi le maniche e cercare lavoro. Io iniziai a lavorare come cameriere in un bar italiano e Sara era ancora alla ricerca di una posizione aperta. Non è stato semplice né immediato abituarsi ai ritmi lavorativi, alla lingua inglese e alla professionalità che pretendono i datori di lavori. Ma va spezzata una lancia a loro favore: la ristorazione in Australia, soprattutto quella italiana, ha fama di essere la migliore, sia nella qualità sia nel servizio e l’ospitalità. La serietà e le pretese dei ristoratori sono comprensibili perché va mantenuto uno standard molto alto e gli orari di lavoro sono molto stressanti. Ma la voglia di fare premia e in poco tempo con un buon inglese e tanto olio di gomito, si possono guadagnare soldi che in Italia si fa fatica ad avere.

Decisi di non proseguire nella ristorazione e trovai un ottimo lavoro come welder, saldatore, grazie all’aiuto di cugini e alla qualifica di saldatore che avevo preso in Italia. Le certificazioni sono molto importanti qui in Australia, e sono la garanzia per posti di lavoro dignitosi che ti danno l’opportunità di crescere ed esprimersi al meglio.
Nel frattempo Sara aveva trovato anche lei una posizione da cameriera ma dopo poco tempo arrivò anche per lei il momento di realizzare ciò che voleva fare e diventare chi voleva essere: una parrucchiera professionista. Fu così che entrò in un salone di bellezza con alla mano il suo diploma di parrucchiera e spiegò al titolare la sua posizione. Il giorno dopo fu assunta.
Sono passati ormai diversi anni e noi amiamo ancora Melbourne come il primo giorno, io lavoro ancora come saldatore e manutentore e Sara come parrucchiera. Per quanto riguarda il lavoro, l’Australia lo considero il posto giusto perché dà l’opportunità di realizzarsi, di essere ciò che si vuole e l’impegno e la buona volontà sono premiati. Se dovessimo tornare indietro nel tempo rifaremmo la stessa scelta 100 volte ad occhi chiusi. Certo, non ci nascondiamo davanti al fatto che siamo stati avvantaggiati avendo dei parenti che vivevano in Australia da molti hanno e ci hanno insegnato trucchi e segreti di famiglia per avere successo ma abbiamo provato sulla nostra pelle che ce la si può fare, magari ad alcuni serve un po’ di tempo in più ma la tenacia e la voglia di mettersi in gioco ripaga la fatica.
Per quanto riguarda i nostri progetti futuri…la cittadinanza è il prossimo step e forse il più importante e poi si vedrà cosa ci capiterà lungo il percorso”.







