Roberta Gottardo: una psicologa in Australia

Roberta Gottardo: una psicologa in Australia

Spesso si ritiene che sia impossibile praticare certe professioni fuori dall’Italia e questi dubbi nascono dalle motivazioni più disparate. La laurea in Medicina avrà valore in Australia? Le leggi cambiano, cambiando contesto: una laurea in Giurisprudenza sarà utilizzabile? Un’approfondita conoscenza linguistica, di idiomi e sfumature è essenziale per certi ruoli: come poter lavorare come giornalista o come psicologo fuori dal Bel Paese?

Udinese di nascita, Roberta Gottardo ha conseguito la laurea in Psicologia all’Università di Trieste, con specializzazione in Psicoterapia Sistemica relazionale. Ora vive e lavora a Melbourne come psicologa.

“La mia scelta di venire in Australia è stata un po’ forzata, perché il mio compagno , insoddisfatto della sua situazione lavorativa in Italia, ha deciso di “ fare un giro”, come diceva lui, down under – Inizia il racconto di Roberta – A Melbourne lui si è trovato bene da subito, ha ricevuto una buona offerta di lavoro e mi ha, dopo pochi mesi, convinta a trasferirmi”.

In realtà nemmeno Roberta si riteneva molto soddisfatta della situazione lavorativa italiana, fatta di contratti poco appaganti, tanti sforzi e pochi riconoscimenti: “In Italia coordinavo dei servizi di assistenza, ma alle volte questo voleva dire tanto lavoro, anche straordinario e non sempre pagato – spiega Roberta – Pensare di aprire una partita IVA come Psicologa, con un mutuo e le bollette da pagare lasciando il posto fisso, rappresentava all’epoca una idea folle. Anzi poco dopo la laurea, ricordo di averci pure provato, ma dopo pochi mesi, ho preferito chiuderla, perché ero rimasta quasi scioccata dalle tasse da pagare ancora prima di iniziare realmente a fatturare”.

L’Australia per Roberta rappresentava quindi la possibile realizzazione di un sogno coltivato dall’età di 18 anni, quello di poter praticare autonomamente come psicologa.

Anche nel suo caso l’Australia ha costituito un percorso lungo e faticoso, a partire dalla lingua fino ad arrivare al riconoscimento dei suoi titoli di studio: “Arrivata qui non è stato per nulla semplice – continua a raccontare Roberta – Prima cosa la lingua, per lavorare come psicologo ho dovuto sostenere l’IELTS con un punteggio molto alto ( 7 in ogni task). Ho impiegato quasi un anno per prepararmi per questo esame, tra scuole di inglese e lavoretti per mantenermi. Ma questo è stato solo il primo scoglio. Una volta passato l’esame d’inglese ho infatti dovuto iniziare un periodo di tirocinio non retribuito come psicologa. Ed infine ho dovuto sostenere l’esame di stato australiano prima di potermi iscrivere all’Albo degli Psicologi australiani. Ora sono finalmente iscritta all’AHPRA come psicologa”.

Nonostante l’iscrizione all’albo professionale australiano, Roberta ci confessa che continua a pagare l’iscrizione all’albo psicologi del Friuli Venezia Giulia, anche come simbolo dei tanti sforzi fatti per ottenere l’abilitazione in Italia.  Una volta convertito il titolo di studio e aperto l’ABN, le offerte di lavoro non si sono lasciate mancare: “Ecco questa è una cosa che mi fa piacere, ma allo stesso tempo mi lascia perplessa, perché mi fa pensare a come la realtà italiana sia diversa. Alle volte provo davvero invidia per gli studenti australiani che escono dalle loro università e hanno subito il lavoro per il quale hanno studiato, pronto ad aspettarli. Perché la realtà italiana deve essere così diversa?”.

Ora Roberta lavora in tre cliniche di Melbourne, dove il suo essere bilingue viene valorizzato, trovandosi a gestire pazienti australiani e internazionali. Allo stesso modo si trova nella posizione giusta per apprezzare gli elevati benefici del sistema di welfare australiano: “In Australia, le sedute di terapia vengono pagate per la maggior parte dalla sanità pubblica e non dal paziente, perché il governo australiano crede che la sanità mentale possa davvero contribuire al benessere del cittadino”.

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