Marco Maria Cerbo: Console Generale a Melbourne

Marco Maria Cerbo: Console Generale a Melbourne

Vivere viaggiando e viaggiare per lavoro sono i sogni di tantissime persone che desiderano cambiare prospettive, assorbire il più possibile da altre culture ed esaudire il desiderio di vivere più vite in una sola. Marco Maria Cerbo ha concretizzato questo sogno scegliendo per se stesso la carriera diplomatica. Nato a Bergamo nel 1974, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, per poi vincere il concorso nel 1999. La sua carriera, iniziata al Ministero degli Esteri, lo ha in seguito portato a lavorare come Primo Segretario ad Addis Abeba, come Console a Hong Kong e, da ultimo, sta rivestendo il ruolo di Console a Melbourne.

Gli anni di rappresentanza all’estero sono associati a momenti importanti della sua vita. “L’Etiopia alla spensieratezza dei vent’anni, Hong Kong alla vita di coppia (è lì che ho conosciuto mia moglie Claudia) – inizia a raccontarci il Console – e Melbourne alla famiglia (qui è nata mia figlia Gloria, mentre Riccardo era nato a Roma). Ho ricordi bellissimi di ognuna di queste città.” L’Australia in particolare lo ha conquistato per la sua capacità di ridistribuire in modo equo la ricchezza nazionale e perché in grado di integrare più culture facendo in modo che si valorizzino a vicenda.

Queste sono lezioni apprese nei quasi quattro anni di mandato come Console, attraverso i quali ha avuto modo di stringere legami con istituzioni e aziende locali. “Avere il ruolo di Console Generale significa essere continuamente impegnati in un intenso lavoro di costruzione di relazioni – spiega Marco – in modo che siano funzionali allo sviluppo dei rapporti tra il proprio Paese e quello che ci ospita. La soddisfazione maggiore è vedere questa rete di contatti all’opera: ad esempio, far incontrare un’impresa italiana con una straniera, dopo che ci si è impegnati per costruire un buon rapporto con i rappresentanti di quest’ultima. In Australia, c’è l’aggiunta della vivace comunità italiana, che in questi anni mi ha sempre accolto con affetto e che porterò sempre nel cuore”.

Quindi il Consolato Italiano a Melbourne ha un ruolo specifico molto diverso da uno sportello informativo per la ricerca del lavoro o indicazioni turistiche, come spesso ci capita di sentire. “I Consolati sono uffici che servono ad erogare una serie di servizi elencati dalla legge: i principali sono i passaporti, i visti d’ingresso, gli accertamenti di cittadinanza – racconta il Console – Poi, hanno il ruolo di consolidare le relazioni tra l’Italia e il Paese ospite, attraverso iniziative di vario genere, che vanno dall’organizzazione di eventi per la promozione del turismo a iniziative per il rafforzamento dell’interscambio commerciale. Infine, il Console Generale ha un ruolo di rappresentanza e mantiene legami con le istituzioni locali e con la collettività italiana”.

La dinamicità e le responsabilità legate alla carriera di Console attraggono ogni anno migliaia di cittadini italiani, ma il consiglio di Marco è di “soppesare tutti i fattori in gioco. Quella del diplomatico non è solo una professione, ma una scelta di vita, che coinvolge se stessi e i propri familiari – continua a spiegare il Console – Offre molto: la possibilità di sperimentare diverse realtà, svolgendo una professione interessante e, a tratti, divertente al servizio del proprio Paese. Ma richiede anche di sacrificare le proprie radici. E poi di impegnarsi: il concorso per accedere alla carriera è fra i più selettivi al mondo e se si desidera davvero superarlo, bisogna profondere parecchie energie per prepararsi adeguatamente”.

È una professione che prende molto della vita personale di chi la sceglie, ma che in cambio dà la possibilità di conoscere e apprezzare le caratteristiche di realtà lontane della nostra e, al contempo, di apprezzare il piccolo mondo delle comunità italiane all’estero.

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