di Ilaria Gianfagna
Ci sono cose che solo chi vive o ha vissuto a Melbourne può capire. Alcuni sono luoghi comuni, altre sante verità. Alla fine dei conti, vivere a Melbourne è davvero figo: innanzitutto perché è la città più vivibile del mondo, da ben sei anni consecutivi.
E già questo dovrebbe essere un motivo abbastanza valido per sceglierla: gli stipendi sono alti e commisurati al costo della vita; la qualità della vita è imparagonabile ad altre parti del mondo; lo sport e il tempo libero sono un valore da rispettare quaggiù; vivere all’aria aperta e circondati dalla natura è la quotidianità e poi burocrazia e infrastrutture non sono un problema, anzi.
Sono pensati apposta per un’esistenza più semplice. Per non parlare poi dei centinaia di eventi, festival, mercatini, mostre, concerti e molto altro ancora. Ed è proprio per questo che a furia di vivere a Melbourne si diventa come i suoi abitanti.

Il caffè
Quando vai al bar non ordini più un caffè al banco, ma un “large, skinny latte, double shot, two sugar, take away”, prodotto in una torrefazione biologica della Colombia; il tuo bar di riferimento è una vecchia fabbrica (meglio dire warehouse) trasformata in locale di tendenza; sei abituato ad aspettare ore prima che ti servano il caffè e ormai non ti ricordi più il buon sapore del caffè italiano e pensi che fanno a Melbourne sia il migliore del mondo. Fino a quando non torni in Italia in vacanza… (In foto Seven Seeds).

La pizza
Certo a Melbourne c’è il campione del mondo della pizza napoletana; il miglior pizzaiolo free style al mondo; l’impasto più lievitato al mondo e infatti la pizza è molto buona quasi ovunque, soprattutto quella con pomodoro, spinaci, zucca e mozzarella e un’aggiunta di feta o ricotta. (In foto Johnny Di Francesco, proprietario di 400 Gradi, la sua pizza è la più buona del mondo).

La fila
Ti metti in fila per mangiare la brioche più buona del mondo; per assistere alla mostra di quattro quadri di Keith Haring; per ricaricare la Myki; per mangiare nel ristorante che non accetta prenotazioni (cioè tutti); per andare al concerto dove non esistono posti a sedere numerati e più o meno in qualsiasi altro luogo della città. (In foto Lune Croissanterie, dove fanno la brioche migliore al mondo)

La tua nuova vita hipster
Ormai andare al museo vuol dire andare alla National Gallery di venerdì sera mentre ammiri i quadri, sorseggi un prosecco dello Yarra Valley e ascolti il dj più famoso del Victoria (pur non avendo idea di chi sia). Per colazione mangi avocado, uova (poched, scrambled o benedicts), salmone, salsa hollandaise e caffè (vedi sopra) e la sera l’ultimo lo vai a bere in uno dei locali nascosti della città, che solo tu e altri 4 milioni di persone sanno dove si trova. I tuoi quartieri preferiti sono: Fitzroy, Collingwood, St Kilda, South Yarra e Prahran. Anche se South Yarra è un po’ troppo fighetta. (In foto la National Gallery of Victoria).

Il tuo look
Ti vesti di nero dalla testa ai piedi, un po’ come si usa a Parigi, solo che qui sei a Melbourne. Partiamo dal basso. Scarpe: Converse, Van o Dr. Martens. Non importa quanti anni hai. Calzini: a righe, a pois o con disegni inguardabili. Jeans: neri o denim, meglio se strappati. Maglietta: nera o a righe, oppure un top costosisissimo realizzato da uno stilista australiano, mai sentito nominare prima. Giacca: jeans o nera. Occhiali da sole: sempre di un designer sconosciuto ai più, da qualche centinaio di dollari. Zainetto Per i più audaci un cappello, sempre nero. Zainetto: Kanken di Fjällräven.

Advanced
Poi se veramente vuoi sembrare uno di loro, devi entrare scalzo al Coles. Sì hai capito bene: in Australia si va al supermercato senza scarpe.