Eccoci qui è Natale. Il secondo lontano da casa, senza albero, regali, neve e cenone in famiglia.Non sono una grande amante dell’atmosfera natalizia, ma quando sei lontano ti rendi conto di quanto vorresti abbracciare i tuoi, sentire la lingua ruvida sul viso del tuo cagnolino che ti sveglia, lo spentolare allegro della mattina del 25.
Per noi viaggiatori emigranti la famiglia si costruisce in luoghi sperduti, nuovi amici, fratelli, anime ribelli e orfani momentanei. Certo i lati positivi ci sono, probabilmente sei al caldo e come me qui a Melbourne l’atmosfera é più quella di ferragosto che della vigilia, non ci sono corse frenetiche ai regali per genitori e parenti vari ma solo piccoli pensieri per i nuovi componenti di una famiglia allargata. Devi essere fortunato per trovare quella giusta, di famiglia intendo , per una volta la puoi scegliere. Ti arrivano auguri in discordo con il fuso, molte volte ti portano malinconia e ti senti sperduto, come se non appartenessi a nessun luogo neanche a Natale.

Oggi per me è stato un giorno di lavoro, vedere pranzi e brindisi ti fa sentire fortunata, nessuna ansia o sedute di 4 ore intorno ad un tavolo. Passano le ore. L’altra sensazione è un incredibile nostalgia, ricordi e sapori ti riecheggiano nella mente. Si, sei libera ma pensi che saranno e verranno tempi di cene anche per te. Ho finito di lavorare e sono uscita, dal sole che mi ha accompagnato sta mattina, piove e c’é vento, questo clima non ti aiuta, anche se hai gli amici, non ci pensi, i BBQ in spiaggia sono un buon sostituto, sembra proprio la scena di un film: io alla fermata del tram sotto la pioggia il giorno di Natale.. scoppio a piangere o a ridere, queste sono le due opzioni…
L’articolo è stato scritto per il progetto web dedicato agli italiani all’estero Madre in Italy.
© Celeste Gullace
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