Lunghe giornate soleggiate, una leggera brezza che ci impedisce di abbandonare ancora i cappotti e i primi fiori tra gli alberi: in Italia è arrivata la primavera e questo sabato sposteremo in avanti di un’ora le lancette dell’orologio! La distanza con l’Australia inizia a diminuire: per una settimana ci saranno solo nove ore di differenza tra l’Italia e Melbourne rispetto alle dieci attuali.
Ma non è finita qui, perché domenica 7 aprile a Melbourne si porteranno indietro le lancette, diminuendo ulteriormente la distanza con il nostro Paese! Termina così quello che gli australiani chiamano il Daylight Saving Time, il cambiamento necessario per avere più luce nel pomeriggio durante la stagione estiva. Non in tutta l’Australia però si rispetta questa pratica: il Queensland, il Western Australia e il Northern Territory non cambieranno l’ora perché sono aree in cui è quasi sempre estate e l’inverno non si fa proprio sentire.

Ma perché si adotta l’ora legale? A lanciare per la prima volta l’idea di un cambio di passo delle lancette dell’orologio fu l’inventore del parafulmine Benjamin Franklin. Nel 1784 pubblicò su un quotidiano questa proposta con l’obiettivo di risparmiare sulle candele. La sua idea però non trovò seguito. Fu ripresa invece più di un secolo dopo dal costruttore inglese William Willett che puntò sulle esigenze economiche provocate dalla Prima Guerra Mondiale. Il cambio d’ora fu adottato così ufficialmente per la prima volta nel 1916! Nonostante sia comunemente utilizzata da decenni in gran parte dell’Occidente, non tutti i Paesi sono oggi d’accordo nel mantenerla: in Russia, infatti, la pratica è stata abbandonata da tempo, mentre in Europa potremmo assistere in questi anni agli ultimissimi spostamenti di lancette grazie alla proposta – approvata in questi giorni dal Parlamento Europeo – di abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale.

In definitiva, prepariamoci a sopportare per qualche giorno alcuni fastidi, come l’emicrania o disturbi dell’appetito, in cambio di una rilevante conseguenza positiva: diminuendo la distanza tra l’Italia e l’Australia, sarà più comodo parlare con i nostri amici e familiari che si trovano down under!