Smoe: l’artista italiano in viaggio per sensibilizzare con la sua street art

Smoe è un artista italiano, che gira il mondo per sensibilizzare le persone su tematiche molto delicate, come l’immigrazione, le minoranze e molto altro ancora. Il suo viaggio passa anche attraverso l’Australia: partito senza conoscere nessuno, si è fatto notare in fretta e ha all’attivo una serie di lavori importanti down under, tra cui uno dedicato agli aborigeni e l’altro commissionato da una no profit di Melbourne. Ecco la sua storia.

Da quanto tempo sei in Australia?

Sono arrivato a settembre 2018, ormai quasi 11 mesi di permanenza in Australia.

Cosa ti ha spinto a venire fin qui?

Sapevo da tempo che Melbourne ospita una delle scene di street-art più importanti al mondo e questa è stata una delle ragioni principali che mi ha spinto a partire. Dopo tanti mesi di lavoro posso dire che è una città incredibile e piena di arte in tutte le sue forme. Un altro motivo che mi ha portato fino in Australia è stata la voglia e la curiosità di scoprire questo lato del mondo, così lontano dall’Europa e così diverso.

 

Cosa hai fatto in passato e finora in Australia?

In Italia ho lavorato molto, fino al giorno prima di prendere il volo per Melbourne. Infatti all’inizio di settembre 2018 è stata inaugurata una mia opera sul Naviglio Grande a Milano. Ho dipinto grandi opere murali anche in Calabria (mia terra d’origine) dove ho rappresentato vecchie e nuove migrazioni. Poi ho portato la street-art in teatro, per “La Traviata”, con la direzione artistica di Vittorio Sgarbi.

In Australia non avevo contatti, sono arrivato senza conoscere nessuno. E sin dal primo mese ho stretto amicizia con molti street-artists locali. Ho realizzato un pezzo per Mimmo Lucano alla VS Gallery di Richmond ad ottobre scorso (periodo in cui fu arrestato e poi rilasciato). Ho collaborato con altri artisti europei in viaggio qui a Melbourne. Una grande esperienza è stata quella di realizzare una serie di lavori per una scuola nel Northern Territory nel villaggio di Wadeye (300 km a ovest di Darwin) collaborando con alcuni artisti aborigeni. E’ stata un’esperienza intensa e formativa perché ho avuto mondo di conoscere la vera Australia e la sua gente, che purtroppo oggi vive in una condizione che non è esattamente quella originale della pre-colonizzazione.

Adesso ho da poco concluso un pezzo in esterno a Collingwood dal titolo “Yalla Birr Ang” che significa: “La punta di legno per una lancia di giunco”. Era l’antico nome con il quale il clan Wurundjeri (popolazione indigena di Melbourne) soleva chiamare l’area di Fitzroy e Collingwood. Il disegno raffigura due giovani ragazzi che corrono lungo il corso di un fiume brandendo lunghe lance. L’opera è stata commissionata dall’associazione no profit Good Shepherd con il patrocinio del City Of Yarra e del Wurundjeri Council.

 

Ci spieghi meglio il tuo progetto?

Il mio progetto è molto semplice; viaggio in giro per il mondo realizzando opere murali riguardanti temi sociali ma anche astratti, figurativi e immaginari personali. Preferisco le grandi superfici anche se non disdegno esporre in galleria.

Ho iniziato nel 1997 quando avevo appena 12 anni. Era il periodo d’oro dell’hip hop italiano ed era inevitabile che in quel periodo i giovani praticassero qualche disciplina. Così ho continuato per anni senza mai smettere, facendo della mia passione il mio lavoro, che porto con me ovunque io vada. Negli anni ho studiato, mi sono laureato e ho viaggiato molto.

Diventare una artista a tempo pieno è stato un processo naturale che ho realizzato senza alcuno sforzo. Certo, bisogna lavorare sodo per ottenere dei risultati…Però quando ami ciò che fai gli sforzi sono sempre parte del gioco, alimentano il tuo lavoro e ne vieni sempre ripagato.

Progetti futuri?

Adesso mi appresto a lasciare il meraviglioso continente australiano perché il mio visto è in scadenza. Spero di tornare in futuro per partecipare a qualche altro street-art festival. Comunque i miei viaggi continueranno, sulla lista adesso ci sono Parigi e New York. Quindi per chi volesse seguirmi, ci saranno nuove avventure da scoprire. Vorrei consigliare a tutti di venire in Australia e vorrei ringraziare voi di Just Australia perché fate un ottimo lavoro e siete di grande supporto per noi migranti italiani… 

Vuoi saperne di più? Dai un’occhiata al sito di Smoe 

Ilaria Gianfagna

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