Serena Del Prete: da Ischia a Melbourne per diventare un’attrice professionista

Serena Del Prete, una ragazza solare di origine ischitane con un grande talento e una grande passione per il teatro ha trovato la sua strada proprio in Australia. Serena ha vissuto e studiato teatro a Roma e poi a Barcellona, dove ha sviluppato la sua passione sfrenata per la commedia dell’arte. E’ partita cinque anni fa con un Working holiday visa e oggi ha un visto Post Graduate, grazie ad un percorso di studi in Australia. Al momento sta lavorando allo spettacolo Women On The Verge che andrà in scena sabato 28 aprile alle 18:30 al Kindred Studios a Yarraville.

Da quanto tempo sei in Australia?

Sono in Australia da più di cinque anni.

Cosa ti ha spinto a venire fin qui?

Stavo vivendo a Roma dopo quattro anni vissuti in Spagna, per lo più a Barcellona e Roma non stava reggendo il confronto, per carità è una città bellissima, ma la qualità di vita non mi è sembrata delle migliori. Probabilmente sono anche un pò esterofila di mio, mi piace vivere in altri paesi e imparare altre lingue, aiuta a vedere la vita da altri punti di vista, apre la mente. Un giorno un’amica mi ha proposto di venire qui con un Working Holiday Visa, io non sapevo neanche cosa fosse, ma non ci ho pensato due volte, mi sembrava una bella avventura, lei è tornata a casa dopo qualche mese e io sono ancora qui.

Cosa hai fatto in passato e prima di venire in Australia?

A Roma ho avuto delle esperienze interessanti dal punto di vista teatrale, in generale le persone dell’ambiente erano un pò incuriosite, perché ho studiato recitazione a Barcellona. In Italia ho fatto tra le altre cose commedia dell’arte e amavo recitare in dialetto. Ecco questo mi manca.

Qual è la prossima destinazione?

Per il momento sono qui, ma mi piacerebbe vivere per un pò in Sud America, magari Buenos Aires, il loro modo di fare teatro mi ha sempre incuriosito e affascinato, il mio maestro a Barcellona veniva da lì.

Come nasce il tuo progetto?

Women On The Verge nasce da un’idea di Jaime Wilson Ramirez, il regista della nostra compagnia “The Bridge Teatro Latino”, io, lui e una delle altre tre attrici, Maria Paula Afanador, ci siamo conosciuti mentre recitavamo in una pièce di Federico Garcia Lorca per la Spanish Theatre Company qui a Melbourne.

Jaime ha una visione molto politica del teatro, cosa forse spesso latente qui in Australia, ama fortemente Dario Fo e Franca Rame e ha molto a cuore la condizione delle donne nella società attuale, io condivido a pieno tutti e tre i punti. Lo spettacolo prende spunto da quattro dei venticinque monologhi per donne di Dario Fo e Franca Rame appunto, ed è sorprendente vedere quanto qualcosa scritto tra gli anni settanta e ottanta sia ancora così tristemente attuale.

In un momento come questo in cui noi donne facciamo e ci stiamo facendo molte domande sui nostri diritti e sul patriarcato con i movimenti  #metoo e  #niunamenos per esempio, il nostro spettacolo verte proprio su tutto questo e poi creiamo politica, femminismo, tango, italianità e una nostalgia dolce e amara tipica del Sud America. Insomma sì, siamo un prodotto atipico qui in Australia.

Che atmosfera si respira in Australia?

Parlando di Australia è impossibile non fare un confronto con l’Europa e l’Italia, qui si respira un’aria di opportunità, di una maggior giustizia in generale, più meritocrazia e anche uno stile di vita più spensierato, ma non è sempre tutto rose e fiori, si è comunque molto lontani da casa e tutto funziona in modo diverso, ci si mette un pò a capire come funzionano le cose.

È stato facile iniziare un’attività simile qui in Australia?

La nostra è una compagnia indipendente, ed esserlo non è facile da nessuna parte, bisogna trovare i propri spazi e la propria voce con pochi mezzi, ci vogliono tanta passione e forza di volontà, ma come dicevo prima una volta capito come funzionano le cose qui in Australia ci sono opportunità di ogni tipo, basta sapere dove cercare. Questo è un paese multiculturale e c’è curiosità verso altre culture, soprattutto negli ultimi tempi, grazie forse ad una tendenza  proveniente dall’America, si sta dando più spazio a performers di altre nazionalità e backgrounds.

Pensi che l’Australia sia il posto giusto?

Credo che in questo momento l’Australia sia meglio di molti altri paesi, è un paese giovane e in crescita dal punto di vista economico e demografico, si investe molto qui, credo ci sia spazio per tutto e tutti e con una buona idea e capacità imprenditoriali ci si può togliere qualche soddisfazione.

Parlaci dei tuoi progetti futuri…

In questo momento stiamo cercando di muovere e promuovere questo show e sto lavorando come presentatrice in uno show di musica Italiana, quindi sarò un pò in giro per l’Australia con questi due spettacoli. C’è un progetto che sto scrivendo che ha che vedere con il posto da cui provengo, Ischia, che è un pò il mio sogno nel cassetto. Si va a vivere a migliaia di chilometri di distanza ma cosa ci ispira e ci fa sognare è quello che poi alla fine maneggiamo meglio, i paesaggi del posto da cui proveniamo e le dinamiche in cui siamo cresciuti.

@Raffaele

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