Marco Cornetto e il suo libro sull’Australia

Oggi vi raccontiamo la storia di Marco Cornetto, studente di La Spezia che tre anni fa ha partecipato ad un programma di scambio con la University of Adelaide, che gli ha permesso di viaggiare per  tutto il continente. Un viaggio che è culminato nel suo primo romanzo, “Baby Adelaide”, incentrato su pensieri, emozioni, viaggi ed esperienze di uno studente italiano trasferitosi nella splendida down under.

Cosa hai fatto in passato, prima di venire in Australia? E cosa ti ha spinto fin qui?

Diciamo che è nato tutto in modo abbastanza casuale. Nel 2011, terminato il liceo in quel di La Spezia, avevo deciso di trasferirmi a Milano e iscrivermi alla facoltà di Economia, scelta d’inerzia della quale, però, non ero pienamente convinto. E difatti, dopo pochi mesi di lezione, mi ero accorto che né le materie, né la città facevano per me. Fortunatamente, l’università organizzava Erasmus ed Exchange Program per gli studenti più meritevoli. Con una media voti appena sufficiente per poter inviare domanda, avevo fatto richiesta d’ammissione al programma (un po’ per andar via da Milano, un po’ per scoprire quali altri orizzonti ci fossero al mondo). Qualche settimana più tardi ero stato informato che la “University of Adelaide”, in Australia, aveva accettato la mia domanda.

Quanto tempo sei stato in Australia?

Mi sono trasferito ad Adelaide nel febbraio 2014, rimanendo per l’intera durata del semestre, fino a metà agosto dello stesso anno. Sei mesi che, come spesso capita in queste esperienze, sono volati via in un lampo, purtroppo.

Come nasce il tuo progetto?

L’idea del libro è nata come esigenza personale, prima ancora che come testo da condividere con il pubblico. Nei mesi d’Australia, infatti, assieme ad altri studenti ho viaggiato a più non posso in giro per il continente (Tasmania, Great Ocean Road, Red Centre, Sydney, coste del Queensland), in cerca di una storia o avventura in cui potermi un domani riconoscere. Con l’idea di prendere nota dei pensieri ed emozioni vissute durante, ho messo insieme paginate e paginate di appunti – inutile dire che, queste stesse pagine, sono presto diventate la spina dorsale dell’intero romanzo.

E perché hai deciso di pubblicarlo? Sentivi che in qualche modo mancava qualcosa di simile in merito all’Australia?

Guardandomi un po’ intorno, mi ero accorto che già diversi romanzi affrontavano il tema della “Generazione Erasmus”, ma nessuno scendeva però nello specifico del “grande salto” dall’Italia all’Australia. Inoltre, tra i vari libri già sul mercato, stentavo a trovarne uno che descrivesse i viaggi d’Australia usando come “filtro” gli occhi e lo stato d’animo di un ventenne, lontano da casa, alla sua prima vera esperienza di vita nel mondo. Siccome negli ultimi anni sempre più giovani decidono di lasciare il vecchio stivale per trasferirsi in Australia – chi per studiare, chi per lavorare, chi per un anno sabbatico – ho pensato ci fosse un pubblico pronto ad accogliere questo racconto. E, così, ho deciso di pubblicare il mio primo libro.

È stato facile realizzare questo progetto?

Amo scrivere, quindi durante la stesura non ho incontrato grosse difficoltà. Oggigiorno, però, il mondo della scrittura e quello dell’editoria sono più che mai saturi, perciò riuscire ad emergere è abbastanza complicato. Nel mio caso, ho scelto la via del self-publishing per gestire in piena autonomia contenuti, editing e promozione del libro. Credo nel potere dei social media, nella facilità di arrivare ad un pubblico vasto usando piattaforme online, e proprio per questo ho scelto di farmi conoscere come scrittore attraverso il digitale e l’online. Kerouac diceva “I am a young writer trying to take off”, e nel mio caso cerco di farlo costruendomi una chance da dietro il pc.

Pensi che l’Australia sia un posto giusto per iniziare un proprio business o attività imprenditoriale?

Conosco la realtà dell’editoria in maniera parziale, avendo finora vestito soltanto i panni dell’aspirante autore (e mai quelli dell’editor o del promoter di case editrici), quindi non posso esprimermi sul settore, tanto meno nel contesto australiano. Una cosa che ho notato, però, è che sempre più persone di ogni età e nazione sono attratte dall’Australia, vuoi per l’idea estrema di trasferirsi tanto lontano, vuoi per le opportunità economiche estremamente allettanti. Superato lo scoglio del visto (per quanto ne so, i criteri di ottenimento sono diventati ancora più rigidi rispetto agli anni scorsi), credo che chi ha idee, voglia, e una buona padronanza della lingua inglese possa trovare modo di realizzare con successo il proprio business laggiù, grazie a un sistema efficiente e un mercato non troppo competitivo.

In generale, business a parte, che atmosfera si respira in Australia?

Oh mate, un’atmosfera come quella australiana non l’ho più ritrovata, in tutti questi anni! Per quanto mi riguarda, ci sono stati due principali motivi che mi hanno fatto innamorare di quel paese. Il primo, è il senso di serenità e spensieratezza con cui la gente sembra trascorrere le proprie giornate (non è un caso che, dovunque nel mondo, il “no worries” sia ormai riconosciuto come modo di dire tipicamente australiano). Il secondo, invece, è quella natura selvaggia che esplode dovunque, intorno, in cielo, davanti, e che è la vera regina e padrona del continente. Viaggiare in un van, o con un semplice zaino, tra le foreste della Tasmania, i deserti di Uluru, e le correnti tropicali della East coast mi ha regalato un senso di pace e libertà che credo difficilmente si possa vivere altrove.

Qual è la prossima destinazione? Parlaci dei tuoi progetti futuri!

Tornato dall’Australia, ho un po’ stravolto quello che pensavo sarebbe stato il mio percorso di vita. Dopo il rientro a Milano, infatti, mi sono trasferito in Olanda, poi in Spagna, e a partire dal prossimo gennaio partirò alla volta del Vietnam, per insegnare inglese ai bambini di Ho Chi Minh. Parallelamente a questo, ho aperto un travel blog (pagina Facebook: “Lettere da”), in cui condivido brevi testi giornalieri che combinano elementi di scrittura creativa con storie e peculiarità di ogni posto che visito. E, ovviamente, spero un domani di diventare uno scrittore di successo – come quelli che si studiano a scuola, tanto per capirci.

Tornerai mai in Australia?

Che domande! Certo che tornerò in Australia, ma mi piacerebbe farlo con la mia futura moglie.  Quindi mi devo dare da fare per trovarne una, perché ho la smania di rivedere la piccola Adelaide il prima possibile!
Il libro è stato recentemente pubblicato attraverso Amazon Kindle Publishing Baby Adelaide

Buona lettura!

Raff@For

 

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