Davide Figliuolo: dal Politecnico a garden designer in Australia

Davide Figliuolo, un ragazzo milanese con una grande passione per le piante e il design dei giardini ha trovato la sua strada proprio in Australia. Oggi raccontiamo la sua storia. Davide ha studiato Scienze Naturali alla Statale di Milano, dove ha sviluppato la sua passione sfrenata per le piante e poi ha frequentato un master in progettazione del paesaggio al Politecnico di Milano. È grazie ad uno stage di due mesi che arriva in Australia, dopo il quale decide di ritornare a Melbourne con una grande ambizione: quella di diventare un garden designer.

Davide ha prima lavorato con un’azienda locale specializzata in design di giardini importanti e ha partecipato individualmente ad un concorso per il Melbourne Flowers  Show (una fiera prestigiosa di piante e giardini) e ottiene il terzo posto in classifica con il suo attraente progetto “L’Orbe Des Plantes” in competizione con diversi designers locali.

Da quanto tempo sei in Australia?

Vivo in Australia da quasi due anni. Sono venuto qui grazie a uno stage di due mesi del Politecnico di Milano e dopo di che sono ritornato a Melbourne a vivere.

Cosa ti ha spinto a venire fin qui?

L’idea di conoscere un posto nuovo. Ho sempre visto amici e conoscenti fare dei periodi Erasmus all’estero e li ho sempre invidiati parecchio. Tuttavia non volevo semplicemente andare a studiare in un altro paese, volevo viverci e lavorarci. Non volevo un’esperienza mordi e fuggi. Dell’Australia non conoscevo praticamente niente, nè tanto meno avevo sentito parlare di Melbourne, ma l’esperienza durante lo stage mi ha aperto un mondo nuovo. Quello che mi ha spinto a tornare qui è stata la possibilità di sviluppare la mia carriera nel mio ambito lavorativo, che purtroppo in Italia è ancora in mano a pochi “eletti”.

Cosa hai fatto in passato e prima di venire in Australia?

Ho studiato. Per tanto tempo “forse troppo” ho fatto Scienze Naturali alla Statale di Milano dove è nata la passione per le piante e poi un master in progettazione del paesaggio al Politecnico di Milano.

Qual è la prossima destinazione?

Penso di aver trovato in Melbourne la mia casa australiana: bella, dinamica e multietnica, ma non mi dispiacerebbe tornare in Italia per mettermi in gioco e portare un tocco di Australia a Milano.

Come nasce il tuo progetto?

L’Orbe des Plantes si ispira al desiderio comune delle persone di sentirsi immerse nel verde. Nessuna forma geometrica migliore dà un senso di inclusione e protezione del cerchio. Ed è qui che nasce il progetto: un’invitante camminata nel verde attraverso tre cerchi blu al cui apice pendono foglie e fiori, che si possono toccare e osservare da vicino.

Sentivi che in qualche modo mancava un prodotto simile in Australia?

In Australia il mondo del design è incredibilmente creativo. Non ci sono freni o dogmi che limitano la fantasia di un designer, basti guardare i grattacieli di Melbourne CBD! Ed è per questo che sentito di poter offrire al settore un prodotto stravagante, ma comunque ricercato, che con mia grande gioia è stato subito ben accettato.

Che atmosfera si respira in Australia?

Libertà e progresso. Due parole che dicono molto.

È stato facile avviare un’attività simile?

Sorprendentemente sì! È stato grazie alla mia azienda, Semken Landscaping, che ho potuto avviare questo progetto. In Australia se un prodotto piace, le persone sono ben disposte a finanziarlo.

Pensi che l’Australia sia il posto giusto per gli imprenditori?

La richiesta di progetti verdi, sia privati che pubblici, è molto alta. Qui ci sono ampi spazi aperti su cui investire e costruire e di conseguenza le possibilità non mancano. Tuttavia il settore si è fatto decisamente più competitivo in questi anni.

Parlaci dei tuoi progetti futuri..

Il mantra è sempre quello: battere il ferro finché è caldo. Da qualche anno ho in cantiere l’idea di aprire un piccolo studio di garden design con alcuni amici e ora spero di iniziare a progettare qualche giardino. Il nome c’è già, Genius Loci landscape design e il sito internet aprirà tra poco. Tengo le dita incrociate.

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